Mascherine: attento a come le utilizzi

Secondo un documento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità,  le particelle infettanti da Covid 19 possono resistere a lungo su tutte le  superfici e in particolare sulle mascherine.

Secondo il  rapporto la “durata” delle particelle virali su svariati materiali, il Coronavirus può resistere fino a quattro giorni sulle superfici interne delle mascherine, mentre in quelle esterne può arrivare fino a sette. A diffondere i dati è stato uno studio «Stability of SARS-CoV-2 in different environmental conditions» condotto dai ricercatori della Scuola di Salute Pubblica dell’Università di Hong Kong e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet Microbe. L’invito è ad un corretto utilizzo delle mascherine per evitare il contagio. Il professor Alex WH Chin, a capo del progetto, ha voluto poi indagare la resistenza del Covid sulle superfici, determinando così la sopravvivenza del patogeno sulle mascherine.

Quindi massima attenzione all’utilizzo di questi accessori obbligatori da indossare tutti i giorni, proprio perché la presenza di particelle virali infettanti può esser  rilevata per diversi giorni.

Fanno tremare anche  i dati relativi  alla “durata”  del patogeno su svariate superfici: trenta minuti sulla carta stampata e sulla velina, un giorno sui tessuti e sul legno, due giorni sulle banconote, due su vetro e quattro sulla plastica e sull’acciaio.

Istruzioni per un uso corretto delle mascherine

Sull’utilizzo  delle mascherine  diversi studi in tutto il mondo stanno verificando le modalità di diffusione del virus per arrivare a consigli scientificamente fondati. La mascherina di tipo chirurgico, che ha una capacità filtrante del 95% verso l’esterno anche se protegge poco chi le indossa. In parole semplici serve a ridurre il rischio  di contagiare gli altri per chi le indossa, poiché ferma una buona parte delle minuscole goccioline emesse dalla bocca e dal naso quando tossiamo, starnutiamo, parliamo.  Non protegge “in entrata”, quindi non impedisce un eventuale ingresso del virus. A proteggere dal contagio altrui sono le mascherine FFP1, FFP2, FFP3 senza valvola considerate quelle più indicate perché riducono al minimo il rischio di essere contagiati e contagiare e le mascherine FFP1, FFP2, FFP3 con valvola  che proteggono chi le indossa dal rischio del contagio ma se indossate da un contagiato espongono gli altri al rischio, quindi sono sicuramente da evitare.
Partiamo dal presupposto che  dobbiamo disinfettare  le mascherine per poterle riutilizzare.
Come dobbiamo procedere? Dopo aver lavato bene le mani, indossato i guanti monouso, possiamo prendere un tegame nel quale metteremo dell’alcool. Dobbiamo attaccare la mascherina nella parte interna di un coperchio con gli elastici, possiamo chiudere la pentola col coperchio per diverse ore. In questo modo  la mascherina non verrà bagnata, ma disinfettata dall’alcool che evaporerà. In nessun caso dovrà essere utilizzata una mascherina ricondizionata se rovinata, né si dovrà toccare assolutamente l’interno della mascherina per evitare il rischio di contaminazione. Il problema della pulizia  non si pone  per le mascherine monouso, che  andrebbero gettate nella raccolta indifferenziata, subito dopo un primo utilizzo.

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