La casa non è un luogo sicuro

In queste settimane in cui si chiede a tutti di rimanere a casa, le mura domestiche non sono per tutti un nido sicuro.  In particolare  per le donne, le più vulnerabili e in difficoltà, spesso vittime di abusi. Solo lo scorso anno infatti le donne vittime di femminicidi sono state  l’81,2 per cento  ed è avvenuto all’interno della famiglia.

Un numero per le donne vittime di violenza

L’associazione Non una di meno ha lanciato l’allarme e   ha sollecitato le donne in difficoltà a chiamare il numero 1522,  il servizio pubblico della Presidenze del Consiglio-Dipartimento Pari Opportunità, attivo 24 ore su 24.  Anche la  ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia Elena Bonetti ha  avviato una campagna informativa sui social, ricordando il supporto fondamentale dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Una campagna a cui hanno aderito immediatamente molti artisti: Fiorella Mannoia, Paola Turci, Ornella Vanoni, Giuliano Sangiorgi, Francesca Michielin, Ermal Meta.  E sui centri antiviolenza  la Bonetti ha annunciato lo sblocco dei fondi del 2019, 30 milioni non ancora stanziati per ritardi attribuibili alle Regioni.

Diminuiscono le telefonate delle donne  vittime di violenza

Ciò che fa preoccupare sono i dati forniti dal telefono rosa che denuncia una diminuzione  delle telefonate di vittime di violenza  del 55,1%: sono passate  da  1.104 a 496, di queste le vittime di violenza che hanno chiamato il telefono dedicato sono state 101 con una diminuzione del 47,7%.

Crollono le chiamate di donne vittime di stalking

Sono crollate  del 78,8% anche  le telefonate di vittime di stalking,  l’anno scorso erano state 33, quest’anno soltanto 7.

 

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