Cagliari accoglie “Monniverse: Il sogno di Atlantide”, una mostra immersiva che fonde mitologia, arte digitale e intelligenza artificiale, firmata dall’artista Carla Monni. Un’esperienza che ci porta a riflettere sul legame tra memoria, territorio e il futuro che possiamo immaginare. “Monniverse: Il sogno di Atlantide”, la mostra immersiva di Carla Monni, che dal 24 giugno ha trovato casa negli spazi di Sa Manifattura. Non è solo un’esposizione d’arte, ma un vero e proprio tuffo in un universo dove il mito incontra la tecnologia più avanzata, un viaggio che ci spinge a esplorare i confini della creatività e dell’immaginazione.
L’intelligenza artificiale al servizio del mito
“Monniverse” non è un titolo scelto a caso. La mostra è interamente concepita come un’esperienza immersiva e collettiva, fondata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa. Al centro di tutto, c’è un universo visivo e narrativo che si ispira all’idea di un’Atlantide sarda. Attraverso otto ambienti video accuratamente progettati, i visitatori sono condotti in mondi sommersi, tra civiltà perdute e forme di vita simboliche, in un continuo dialogo tra passato leggendario e futuro digitale.
Un racconto visivo originale
Carla Monni, artista sarda con un solido background nell’animazione generativa e fondatrice della piattaforma web omonima, guida il pubblico in un percorso affascinante. La sua visione fonde elementi di mitologia, tecnologia digitale e narrazione interattiva, creando un racconto visivo unico e coinvolgente. L’intelligenza artificiale, lungi dall’essere un mero strumento tecnico, diventa una vera e propria chiave d’accesso a scenari immaginifici dove realtà e finzione si intrecciano in modo sorprendente.
Un percorso interattivo e collettivo
L’itinerario espositivo è un vero e proprio viaggio all’interno di un mondo digitale, sapientemente guidato da una voce narrante virtuale. I visitatori si ritrovano ad attraversare città sommerse, a perdersi in foreste abissali, a partecipare a rituali ancestrali e a esplorare paesaggi simbolici. Tra i momenti più suggestivi del percorso, spiccano il “risveglio del regno di Coralla”, scandito dal suono di una lira magica, la scoperta di “Globulus”, un antagonista digitale che minaccia l’equilibrio dell’ecosistema, e il “rituale lunare nel regno di Lunaria”, un momento intriso di mistero e visioni arcaiche.
La partecipazione del pubblico
Ma ciò che rende “Monniverse” davvero speciale è la sua natura interattiva e partecipativa. Ogni visitatore ha la possibilità di creare e proiettare il proprio avatar digitale all’interno del Monniverse. Questo non è un dettaglio secondario: è il pubblico stesso a contribuire attivamente alla costruzione di una narrazione collettiva, dinamica e in continua evoluzione, che si alimenta delle esperienze e delle identità di chi attraversa la mostra. È un’opportunità unica per diventare parte integrante dell’opera.
Sardegna, memoria e futuro digitale
Il progetto affonda le sue radici in un legame profondo con l’identità sarda e con le affascinanti teorie che identificano l’isola come possibile origine del mito di Atlantide. “Monniverse: Il sogno di Atlantide” non si limita a riproporre una leggenda, ma intende reinterpretarla con gli strumenti del nostro tempo. L’arte digitale e l’intelligenza artificiale diventano così chiavi di accesso a una riflessione più ampia sulla memoria, sul profondo legame con il territorio e sulle infinite possibilità che il futuro ci riserva.
