Il fascino del male: Maria Paiato è Riccardo III al Teatro Massimo

C’è una magnetica attrazione nel veder materializzarsi sul palco uno dei cattivi più iconici della storia del teatro. Dal 18 al 22 marzo, il Teatro Massimo di Cagliari ospita una sfida attoriale di altissimo livello: Maria Paiato indossa le vesti di Riccardo III, portando in scena l’ascesa e la rovina del duca di Gloucester nel capolavoro di William Shakespeare.

Un’intesa artistica tra tradizione e innovazione

Il nuovo allestimento, diretto da Andrea Chiodi, nasce da una profonda sintonia artistica tra il regista e la protagonista. Il progetto recupera un’antica e suggestiva tradizione teatrale che ha visto spesso grandi interpreti femminili misurarsi con la figura del machiavellico Duca di Gloucester. Maria Paiato affronta così la sfida di calarsi nei panni di un cattivo privo di inibizioni, offrendo un’interpretazione raffinata e volutamente ironica, capace di restituire al personaggio una sorprendente profondità psicologica.

L’inverno dello scontento e la scalata al potere

“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”. Con queste celebri parole si apre la tragedia scritta da Shakespeare intorno al 1592. L’opera chiude la cosiddetta “tetralogia minore” e racconta un secolo di storia inglese, segnando il passaggio cruciale dalla dinastia dei Plantageneti a quella dei Tudor.

Al centro della scena domina la figura di Riccardo: un uomo dal fisico deforme che racchiude in sé una forza negativa indomabile. È un personaggio crudele, eppure dotato di un fascino sinistro che tiene il pubblico col fiato sospeso mentre manipola, tradisce e uccide per raggiungere la corona, fino alla definitiva caduta nella battaglia di Bosworth Field.

Una messa in scena corale e visionaria

Nonostante il magnetismo della protagonista, lo spettacolo si avvale di un cast numeroso e affiatato. Accanto a Maria Paiato, vedremo sul palco Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti e molti altri interpreti che danno vita alle fazioni politiche in lotta.

L’allestimento è arricchito dalle scene di Guido Buganza e dai costumi di Ilaria Ariemme, mentre le musiche di Daniele D’Angelo sottolineano il ritmo incalzante di una narrazione che, a distanza di secoli, continua a parlarci della natura umana e della corruzione del potere.

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