Arti Performative - Cultura e Spettacolo - Sardegna

Duran Duran alla Forte Arena di Pula

Applausi ed emozioni indimenticabili alla Forte Arena di Pula per il concerto dei Duran Duran. Simon Le Bon e soci hanno dato spettacolo davanti a un pubblico entusiasta, ripercorrendo i loro grandi successi. Un momento clou della serata è stato quando Simon Le Bon ha introdotto “Save a Prayer” con la bandiera dei Quattro Mori, facendo ballare intere generazioni di fan.

La Band dei record per la prima volta in Sardegna

Sabato 12 luglio 2025, la Forte Arena, il suggestivo teatro sotto le stelle del Forte Village, ha ospitato la quarta tappa dell’attesissimo tour europeo dei Duran Duran. I biglietti per questo evento storico in Sardegna sono andati  subito a ruba sui canali ufficiali di BoxOffice Sardegna e TicketOne.

I Duran Duran sono una di quelle band che hanno saputo scrivere pagine memorabili della storia della musica, mantenendo sempre il passo con i tempi senza mai perdere il proprio stile e la loro identità unica. Reduci dall’uscita del loro sedicesimo album, “Danse Macabre”, e da un’acclamatissima ospitata alla 75° edizione del Festival di Sanremo, con un carismatico Simon Le Bon che ha scatenato il pubblico sulle note di hit senza tempo come “Invisible”, “Notorious”, “Ordinary World”, “Girls on Film” e l’immancabile “The Wild Boys”.

Questo tour europeo, che tra giugno e luglio 2025 ha toccato 16 città del Vecchio Continente, ha visto la Sardegna come ultima e attesissima tappa, dopo date in Finlandia, Danimarca, Irlanda e altre città italiane come Roma (Circo Massimo), Bari (lungomare di Starita alla Fiera del Levante) e Milano (Ippodromo di San Siro per gli IDays di Coca Cola).

Uno spettacolo con hit di ieri e di oggi

La scaletta del concerto ha saputo mescolare sapientemente brani tratti dai lavori più recenti – dove la band non ha avuto timore di rileggere se stessa attraverso atmosfere gotiche e reinterpretazioni inedite – con capisaldi intramontabili del loro repertorio, che hanno contribuito a definire l’estetica musicale e visiva degli anni Ottanta e Novanta. Un tour imperdibile tanto per i fan della prima ora, che hanno ritrovato intatta l’energia delle origini, quanto per chi ha voluto scoprire la potenza scenica e la raffinatezza sonora di una band che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica pop internazionale.

 

La leggenda della new wave

Nati a Birmingham nel 1978, i Duran Duran, con la loro formazione più iconica composta da Simon Le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere), John Taylor (basso) e Roger Taylor (batteria), si sono rapidamente affermati come esponenti di spicco della new wave. Il loro sound audace e sofisticato, che fonde linee di basso funk, ritmiche elettroniche incalzanti, melodie accattivanti e un largo impiego di sintetizzatori, ha definito uno stile musicale distintivo e perfettamente in sintonia con l’estetica visionaria degli anni Ottanta.

La loro presenza scenica magnetica e la cura maniacale per lo stile e l’estetica complessiva delle performance li hanno resi protagonisti assoluti della rivoluzione multimediale di quegli anni. L’allora nascente MTV è diventata una piattaforma ideale per esprimere appieno la loro cifra artistica, contribuendo a trasformare il videoclip da semplice supporto promozionale a vera e propria forma d’arte.

Un itinerario costellato di successi

Il successo internazionale è arrivato nei primi anni Ottanta con album che sono diventati pilastri della cultura pop come “Rio” (1982) e “Seven and the Ragged Tiger” (1983), contenenti brani entrati nell’immaginario collettivo come “Hungry Like the Wolf”, “Save a Prayer”, “The Reflex” e “My Own Way”.

Nei decenni successivi, la band ha attraversato epoche, tendenze e rivoluzioni musicali senza mai perdere la propria identità. Album come “Notorious” (1986) hanno segnato l’inizio di una nuova fase con sonorità dance rock più ricercate e influenze funk e R&B. Agli inizi degli anni Novanta, il settimo album “Duran Duran” (1993) ha mostrato una scrittura più matura e consapevole, con ballate iconiche quali “Ordinary World” e “Come Undone”.

Saltando al presente, “Future Past” (2021), scritto in gran parte durante il lockdown, ha vantato collaborazioni prestigiose e ha dimostrato che l’energia creativa della band britannica è più viva che mai. Nel 2023 è arrivato “Danse Macabre”, il loro sedicesimo album in studio, un progetto affascinante che mescola brani inediti, rivisitazioni e cover in chiave dark-gothic.

Il gran finale del tour europeo alla Forte Arena

Il loro è un itinerario costellato di straordinari successi culminato nel concerto in Sardegna, dove il gruppo ha ripercorso fedelmente l’intera carriera: da “Hungry Like the Wolf” a “Notorious”, da “A View to a Kill” a “Ordinary World”, quest’ultima preceduta da un appello alla pace nel mondo. Non sono mancati brani dal primo album del 1981, come “Careless Memories” e la bellissima “Planet Earth”. Il pubblico ha ballato con “The Reflex” e “Girls on Film”, seguita dalla cover dei Talking Heads “Psycho Killer”, eseguita anche nell’ultima apparizione a Sanremo.

Un momento iconico della serata è stato quando una ragazza ha lanciato la bandiera sarda dei quattro mori sul palco. Simon Le Bon l’ha raccolta e, al ritorno per i bis, l’ha sventolata per poi metterla sulle spalle. Verso la fine del concerto, il frontman ha invitato tutto il pubblico a cantare e illuminare l’Arena con i telefonini. Sono partite le note di “Save a Prayer” e il gran finale con l’iconica “Rio”.

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