Una rilettura inedita dell’Odissea in lingua sarda

L’Odissea come non si è mai vista prima: un viaggio epico e suggestivo, interamente in lingua sarda, interpretato da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai. Attraverso un’improvvisazione guidata, questi protagonisti danno vita a un racconto dolceamaro, ironico e universale, dove la modernità si intreccia con la forza delle tradizioni ancestrali. Dall’8 maggio 2025, con la prima uscita ufficiale al Cityplex Moderno di Sassari, è arrivato nelle sale di tutta Italia “Nemos: andando per mare”, il nuovo film di Marco Antonio Pani, una produzione Altamarea Film di Milano distribuita da My Culture.

Un viaggio onirico nella Sardegna tra mito e attualità

“Nemos” non è solo una rilettura in chiave fantastica della grande opera di Omero. È una favola in bianco e nero fuori dal tempo, uno sguardo sottile e divertente sul mondo che cambia, sul senso di appartenenza, sull’amicizia e sull’accoglienza. Il film è un volo onirico in un sogno chiamato Sardegna, una terra ancestrale e attuale al contempo, da cui si parte e si riapproda sempre.

Il progetto è stato fortemente voluto da Marco Antonio Pani, che lo ha scritto e diretto, dal produttore Mario Castagna e dall’attore protagonista, Giovanni Masia, allevatore di Olmedo. Masia vanta una lunga collaborazione con Pani, iniziata con “Panas” e proseguita con “Capo e croce” e “Il maialetto della Nurra”.

Un cast autentico e una troupe internazionale

Il cast di “Nemos” è un vero tributo all’autenticità sarda. Tra i protagonisti troviamo l’attrice sassarese Francesca Niedda nel ruolo della dea Atena, la modella sassarese Silvia Senes in quello di Calipso e la studentessa di farmacia Luana Fais, di Ittiri, al debutto nell’interpretazione di Nausicaa. La regina Arete è Valentina Carta di Orosei e il re Alcinoo è Francesco Spada di Ittiri. Il film si arricchisce inoltre della presenza dei poeti estemporanei Giuseppe Porcu e Bruno Agus, che in chiave tutta isolana introducono la storia di “Odisseu” in versi e rime, accompagnati da diversi gruppi di canto a tenore di Orosei. La storia si arricchisce di personaggi singolari come Coccoi, Rafaele, Cartuccia, Giommaria, Domenico e Ventroni, tratti dai veri nomi e soprannomi degli attori.

Un progetto meditato da tempo

L’idea del film, come ha affermato Pani, “è nata nel lontano 2006 subito dopo l’uscita di Panas, ma operativamente solo nel 2017 con l’intento di ispirarsi al concetto di tradizione orale, una trasmissione del sapere in continuo mutamento”. Il regista ha sottolineato come la Sardegna abbia una forte componente di oralità che riguarda poesia, musica, leggende e narrazioni mitologiche, che lo ha convinto a rileggere l’Odissea e a crearne un racconto nuovo attraverso l’improvvisazione.

Un cast di professionisti del cinema

Questa improvvisazione, pur nel rispetto di precisi canoni cinematografici, ha permesso al film di maturare giorno dopo giorno durante le riprese, arricchendosi della carica espressiva dei protagonisti. La stessa evoluzione ha interessato il trucco, la scenografia, la fotografia e i costumi. Se il cast è interamente isolano, la troupe è invece internazionale, formata dai migliori talenti tecnico-artistici sardi, con una direttrice di produzione, Anamaria Del Grande, proveniente dal Brasile, e il direttore della fotografia, Quique Lopez Real, dalla Catalogna. Tra i professionisti sardi spiccano i nomi di Stefania Grilli e Salvatore Aresu per i costumi, Pietro Rais per la scenografia, Gerolama Sale per le acconciature, Carla Aledda per il trucco e Stefano Guzzetti per la colonna sonora, che dal 9 maggio è disponibile su Spotify.

 

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