Arti Performative - Cultura e Spettacolo - Sardegna

Il festival Bianco e Nero a Sardara

Sardara si prepara a diventare il cuore pulsante di un’esplorazione che va ben oltre i confini della singola materia. Con la sua decima edizione, il Festival Bianco e Nero si conferma come uno dei laboratori culturali più interessanti della Sardegna, mettendo al centro un tema quanto mai attuale: l’interdisciplinarità. Il progetto si avvale del contributo del Comune di Cagliari, Fondazione di Sardegna e assessorati regionali della cultura e del turismo.

Prendendo in prestito le parole del filosofo Aldo Capitini, “L’orizzonte mi sorprende sempre”, la rassegna invita il pubblico a sollevare lo sguardo oltre il proprio giardino tematico. Non si tratta solo di una serie di incontri, ma di un vero e proprio intreccio tra letteratura, arte, storia e scienza, celebrando quelle menti eclettiche che hanno fatto dell’innovazione e del superamento dei confini la propria cifra stilistica.

Un ponte tra i saperi: la visione del Festival

L’obiettivo di quest’anno è ambizioso e affascinante: mostrare come i diversi linguaggi dell’uomo possano contaminarsi a vicenda. Attraverso il dialogo tra esperti e artisti, il festival mira a far emergere quelle connessioni nascoste che spesso sfuggono in un mondo iper-specializzato. È un tributo alla capacità umana di tracciare strade nuove, proprio dove gli altri vedono solo barriere.

In questo contesto si inserisce perfettamente anche il riconoscimento dell’innovazione metodologica, come dimostrato dall’attenzione verso chi, con approcci originali, riesce a trasformare il modo in cui percepiamo la realtà.

Tra libri e piazze (6-13 dicembre)

Il programma entra nel vivo sabato 6 dicembre a partire dalle ore 16.00. Piazza Gramsci si animerà con spettacoli itineranti, per poi spostarsi al Cineteatro di via Cagliari, cuore letterario della kermesse. Qui, il pomeriggio vedrà susseguirsi grandi nomi della narrativa contemporanea: Angela Grivel Serra con L’anello debole, seguita dalla “signora dei profumi” Cristina Caboni, che presenterà La rotta delle stelle. A chiudere la serata sarà Alberto Contu, che ci riporterà indietro nel tempo con Il processo a Cagliostro, accompagnato dalle letture di Dario Cosseddu.

Domenica 7 dicembre, il Cineteatro continuerà a essere il punto di riferimento per gli amanti della lettura. Dalle 19.00, i riflettori si accenderanno su Matteo Porru e il suo Il volo sopra l’oceano, seguito da Giovanni Firinu con Fuori dalla finestra l’oscurità. Due voci diverse che esploreranno nuovi orizzonti narrativi.

Musica e riflessione

Lunedì 8 dicembre, inizierà all’insegna del sorriso con i clown in Piazza Gramsci alle 16.00, un momento perfetto per le famiglie. Ma sarà la musica a fare da padrona al Cineteatro: prima con le atmosfere oniriche dell’arpa di Raul Moretti e, in chiusura di serata, con il talento di Simone Onnis e Moses Concas autore della colonna sonora del film La vita va così del regista Riccardo Milani. Nel mezzo, un ultimo spazio dedicato al pensiero critico con Alberto Contu che presenterà il volume Pariri Carlu Marx, un’occasione per riflettere su come la storia e la filosofia continuino a dialogare con il presente.

Un’estensione oltre il festival

Ad arricchire ulteriormente l’offerta culturale di questa decima edizione, il Festival Bianco e Nero abita gli spazi di Sardara non solo con le parole degli autori, ma anche con il fascino fisico della carta stampata. Sino al 13 dicembre, infatti, i visitatori potranno immergersi nelle atmosfere senza tempo di un mercatino del libro antico e usato. È l’occasione perfetta per i ritardatari, per i ricercatori di rarità o semplicemente per chi desidera fare un regalo di Natale che abbia il sapore della storia e dell’unicità.

Il fascino della ricerca: tra rarità e memoria

Passeggiando tra i banchi è possibile scovare edizioni ormai fuori catalogo, volumi che hanno segnato profondamente il secolo scorso e che oggi tornano alla luce solo grazie alla passione e alla cura dei collezionisti. Accanto a questi si trovano piccoli tesori fatti di libri rari e antichi che raccontano in modo tangibile la storia dell’editoria e dell’evoluzione del pensiero, dove la patina del tempo non fa che aggiungere fascino e valore al contenuto. In piena sintonia con lo spirito interdisciplinare della manifestazione, la selezione si apre a ogni genere di curiosità spaziando con naturalezza dalla saggistica scientifica alla letteratura, offrendo così a ogni lettore la preziosa opportunità di imbattersi in quella connessione inattesa citata da Capitini che rende la ricerca tra le pagine un’esperienza sempre nuova e sorprendente.

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