Arti Performative - Cultura e Spettacolo - Sardegna

Scomparso Bernardo Zizi

Bernardo Zizi è stato molto più di un poeta improvvisatore. Era un cronista in versi, un cantore di storie, un “telegiornale” vivente che raccontava fatti di attualità, emozioni e vita quotidiana con un lirismo inconfondibile. La sua arte, nata dall’unione di talento innato e curiosità infinita, ha saputo attraversare i decenni mantenendo intatto il suo fascino. Per lui, il poeta non si formava sui banchi di scuola, ma era un dono di “madre natura” da coltivare con letture, aggiornamento costante e un profondo legame con la propria terra e la propria gente.

Una vita in rima tra palchi e motori

Nato a Onifai nel 1928, ma residente a Macomer, Zizi ha conosciuto la fatica della vita contadina e il rigore dello studio, frequentando il ginnasio a Nuoro negli anni della guerra. Il suo debutto ufficiale sul palco risale al 1952 a Dorgali, e da quel momento la sua carriera non si è più fermata. Insieme ad altri giganti dell’improvvisazione come Mario Masala e Antonio Pazzola, ha calcato i palchi di tutta la Sardegna e non solo. Zizi ha portato la poesia sarda in giro per il mondo, dall’Australia all’Argentina, ovunque i circoli sardi desiderassero ritrovare un pezzo della propria terra.

Per conciliare il suo lavoro di fattorino sui pullman della Sita con le sue serate poetiche, aveva escogitato un sistema ingegnoso: due motociclette, una Lambretta e una Ducati, piazzate in punti strategici per accorciare i tempi e non mancare mai a un appuntamento. Solo in seguito comprò la sua prima auto, una Topolino, che gli permise di viaggiare più comodamente con gli altri poeti e i tenores.

Un legame indissolubile con la sua terra

Il sindaco di Onifai, Luca Monne, ha comunicato la notizia della scomparsa di Zizi, esprimendo profondo cordoglio. “È venuto a mancare una leggenda, un monumento vivente della poesia, voce potente e libera della Sardegna, di Onifai”, ha dichiarato il sindaco, sottolineando il forte legame che il poeta manteneva con il suo paese d’origine. Sebbene vivesse a Macomer, il suo cuore è sempre rimasto a Onifai, dove le sue radici artistiche erano nate.

L’eredità di un maestro

Bernardo Zizi ha sempre avuto un profondo rispetto per il pubblico, “su populu”, che considerava una parte fondamentale della gara poetica. La sua arte era un dialogo fragile e irripetibile con chi lo ascoltava. Lascia un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità preziosa. Con la sua scomparsa, la Sardegna perde uno degli ultimi interpreti di un’arte in cui cronaca, lirismo e improvvisazione si fondono in un’unica, potente voce. Il suo insegnamento più grande rimane la consapevolezza che la poesia estemporanea non si impara sui libri, ma è un dono innato che si porta dentro, un’anima della Sardegna che ha saputo raccontare il mondo in versi.

 

Menu