Le canzoni di Bob Dylan e le atmosfere di Leonard Cohen prendono vita sulle tele di Angelo Liberati. Sabato 6 giugno alle ore 18:00, gli spazi dell’Archivio Mirella Mibelli a Cagliari, nella sede di via Fornovo 4 a Pirri, ospiteranno l’inaugurazione di “Sinfonie di segni e di sguardi”, mostra personale del pittore Angelo Liberati.
Un tributo speciale per gli ottant’anni dell’artista di origini laziali
L’esposizione, curata da Maria Dolores Picciau, rappresenta un omaggio speciale per gli ottant’anni dell’artista e propone una retrospettiva tematica incentrata sul legame viscerale tra la sua pittura e la musica. Si tratta di un appuntamento che unisce strettamente l’arte visiva alla performance sonora. Durante la serata inaugurale, infatti, il chitarrista Alberto Massidda eseguirà dal vivo i brani, le ballate rock e i pezzi folk di protesta che hanno guidato e ispirato la genesi delle opere in mostra. Oltre a celebrare la produzione di Liberati, la rassegna rinnova la memoria culturale del territorio, riaccendendo il dialogo mai interrotto tra due grandi figure intellettuali e amici fraterni come Angelo Liberati e Mirella Mibelli, storici protagonisti di stagioni cruciali del dibattito artistico in Sardegna.
Il ricordo della curatrice: un dialogo fraterno che si rinnova
“Celebrare gli ottant’anni di Angelo Liberati negli spazi dell’Archivio Mirella Mibelli non è soltanto un omaggio a una carriera straordinaria, ma prima di tutto un appuntamento con la memoria collettiva e con l’affetto profondo”, spiega la curatrice Maria Dolores Picciau. “Presentare questa mostra personale tra le mura che custodiscono l’eredità di Mirella Mibelli significa infatti riaccendere un dialogo mai interrotto tra due grandi amici, due anime intellettuali che hanno condiviso visioni, passioni e stagioni cruciali del dibattito culturale in Sardegna e non solo. Oggi questo legame fraterno si rinnova sotto il segno di un’urgenza espressiva comune, offrendo una retrospettiva tematica che svela uno dei motori più intimi, costanti e vibranti della ricerca di Liberati: la musica”.
Bob Dylan, l’Orlando Furioso e Bertrand Russell: i cortocircuiti dell’arte
Per l’artista, nato a Frascati nel 1946 ma sardo d’adozione, la dimensione sonora non è mai stata un semplice sottofondo geometrico o decorativo, bensì una vera e propria struttura di pensiero e una lente poetica attraverso cui interpretare le complessità del mondo. Il cuore pulsante dell’esposizione si concentra sulla sua lunga e profonda fascinazione per gli scritti e la figura di Bob Dylan, le cui canzoni non vengono semplicemente illustrate, ma letteralmente abitate e riscritte sulla superficie pittorica.
In un gioco di rimandi colti e visionari che sfida i secoli e le discipline, Liberati fa convivere la ballata folk-rock dylaniana con l’epica cavalleresca di Ludovico Ariosto, il rigore filosofico di Bertrand Russell e la struggente poesia di Leonard Cohen. Sulla superficie dell’opera si compiono così dialoghi impossibili e felici cortocircuiti temporali, dove la chitarra di un menestrello del Novecento trova il suo ritmo naturale tra le ottave dell’Orlando Furioso o nelle riflessioni sulla pace e sulla logica del grande pensatore britannico.
La materia visiva: opere da guardare e da ascoltare
Questa complessità di incroci culturali si riflette fedelmente nella ricchezza formale e nella stratificazione delle opere in mostra, dove si evidenzia la straordinaria stagione culturale a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Liberati si affida a una sapiente tecnica mista in cui ogni materiale assume un peso specifico nel racconto visivo. L’uso del collage su carta velina, sottile e trasparente, accoglie frammenti di testi, immagini e partiture, creando una profondità che evoca la labilità del ricordo e la sovrapposizione delle epoche storiche.
A queste trasparenze si unisce la forza dei colori acrilici e a olio, capaci di alternare la rapidità del gesto contemporaneo alla morbidezza e alla profondità della tradizione pittorica, mentre la matita e gli inchiostri intervengono per tracciare il segno analitico, la parola scritta o lo schizzo rapido. Il risultato è un corpus di lavori che si guardano come si ascolterebbe un vecchio vinile, dove ogni strato di colore e ogni frammento di carta è una nota che risuona e un verso che ritorna da un passato mai così presente. A ottant’anni, la pittura di Angelo Liberati si conferma uno spazio aperto, una sinfonia visiva in cui la grande letteratura, la filosofia e la musica popolare suonano insieme, protette dallo sguardo complice e affettuoso dell’amica di sempre, Mirella Mibelli.
Informazioni utili e modalità di visita
La mostra personale sarà ospitata presso l’Archivio Mirella Mibelli a Cagliari (Pirri). L’inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 6 giugno 2026 alle ore 18:00 e prevede una performance musicale dal vivo. Successivamente alla serata di apertura, l’esposizione rimarrà allestita e potrà essere visitata esclusivamente su prenotazione nei successivi tre sabati consecutivi. Per partecipare all’inaugurazione o per riservare una visita nelle date seguenti, è necessario contattare l’organizzazione inviando una e-mail a archiviomirellamibelli@gmail.com, oppure scrivendo direttamente tramite la pagina Facebook ufficiale Archivio Mirella Mibelli e il profilo Instagram @mirellamibelli.
