Cagliari si è tinta nuovamente dei colori della tradizione per la 370ª Festa di Sant’Efisio. Un Primo maggio da “tutto esaurito” nelle tribune, con migliaia di turisti attesi in città e la presenza in porto di una nave da crociera arrivata appositamente per l’evento. Si tratta di un appuntamento secolare per lo scioglimento del voto al Santo, siglato dalla Municipalità l’11 luglio 1652, quando il martire guerriero liberò la città dalla peste.
Una processione inedita senza buoi e traccas
Quest’anno la festa ha dovuto affrontare sfide impreviste a causa della dermatite bovina, che ha impedito la presenza dei tradizionali gioghi di buoi per il trasporto del cocchio e la sfilata dei carri addobbati, le “traccas”. Queste ultime sono state comunque esposte in forma statica in aree dedicate lungo il percorso per essere ammirate dal pubblico. Il simulacro del ‘600, recentemente restaurato, è stato dunque portato a spalla dai confratelli dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Questa variazione ha reso la processione particolarmente intima, permettendo ai fedeli di vedere il Santo più da vicino, poiché la statua non è stata chiusa nella consueta teca del cocchio.
Il ricordo di una consorella e lo scioglimento del voto
La comunità ha vissuto momenti di profonda commozione per la scomparsa, avvenuta proprio il 1° maggio, di una consorella che fino al giorno precedente aveva partecipato attivamente ai riti.”Scioglieremo il voto anche per lei”, ha dichiarato Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita. ” “Non sarà certo la dermatite bovina a impedirci di onorare il nostro impegno.”
Il cammino verso Nora e le intenzioni di preghiera
La sfilata ha visto la partecipazione di 4.000 figuranti a piedi e a cavallo, provenienti da circa un centinaio di comuni di tutta la Sardegna. Dopo l’uscita dalla città, il simulacro è stato trasportato a bordo di un pick-up verso la spiaggia di Nora, a Pula, luogo del martirio avvenuto nel 303 d.C. Loi ha voluto rimarcare con forza la potenza e l’incrollabile vigore della devozione popolare ricordando come nel corso della storia non siano riuscite a fermare il cammino del Santo né le drammatiche bombe del 1943 né le devastanti alluvioni dei secoli scorsi e concludendo che di conseguenza non sarà certamente l’attuale emergenza legata alla dermatite bovina a impedire lo scioglimento del voto solenne che quest’anno viene accompagnato da tre profonde intenzioni di preghiera universale rivolte alla speranza di veder fiorire finalmente la pace in Ucraina e nel vicino Oriente oltre a un particolare pensiero di sostegno spirituale dedicato al Santo Padre in risposta ai recenti attacchi subiti.
L’alter nos e il futuro della chiesa di Sant’Efisio
A rappresentare la municipalità di Cagliari nel pellegrinaggio è stato l’Alter Nos Giovanni Porrà, che ha ricevuto la fascia tricolore e il “Toson d’oro”. La festa è stata segnata anche dal dolore per la scomparsa improvvisa di una consorella dell’Arciconfraternita, alla quale è stato dedicato lo scioglimento del voto. Nel frattempo, è stata ufficialmente avviata la richiesta per ottenere la denominazione di Santuario per la chiesa di Sant’Efisio nel quartiere di Stampace, un passo fondamentale per il riconoscimento ufficiale della rilevanza spirituale e storica di questo luogo per tutto il popolo sardo.
Il 4 maggio: lo scioglimento del voto e il rientro a Stampace
Il lungo pellegrinaggio spirituale giunge al suo compimento nella giornata del 4 maggio che si apre con le celebrazioni delle Sante Messe del mattino per poi culminare nel solenne rientro del simulacro verso il capoluogo sardo durante le ore serali quando il Santo fa la sua apparizione trionfale in via Roma tra l’emozione dei fedeli che scortano il martire guerriero fino al suo ritorno definitivo nella chiesa del quartiere storico di Stampace sancendo così ufficialmente lo scioglimento del voto e la chiusura dei festeggiamenti religiosi dopo quattro giorni di cammino e preghiera.
