Nel 1800, quando la moda dello scialle si diffuse in Sardegna, questo accessorio divenne molto più di un semplice capo d’abbigliamento; era – ed è ancora – una vera forma d’arte e un segno distintivo di riconoscimento. Fino ai primi del ‘900, le donne di tutta l’isola lo indossavano quotidianamente. Il tessuto, i colori e il ricamo dello scialle raccontavano la provenienza, il ceto sociale e l’occasione d’uso di chi lo portava, e persino il portamento dell’indossatrice forniva informazioni sul suo paese natale.
Questi fazzoletti quadrangolari con frange soppiantarono rapidamente gli altri copricapi. Venivano indossati ripiegati a triangolo e adagiati sopra cuffie o fazzoletti, lasciando scendere i lembi sul busto. Importati dai mercanti d’Oriente e dalla Francia (come nel caso degli scialli galluresi), furono presto prodotti localmente dalle donne sarde, che li personalizzarono con i simboli naturali del loro territorio. Attorno al 1920, l’uso dello scialle iniziò a decadere, pur venendo in quel periodo utilizzato a diretto contatto con i capelli raccolti.
Lo scialle oggi: tra tradizione e folklore
Durante le celebrazioni locali, non necessariamente turistiche come le Cortes Apertas, si possono ammirare scialli dalle nuances sgargianti e dai decori vivaci, proprio come si usava un tempo. Nelle sfilate dei gruppi folk, fanno capolino preziosi scialli in tibet di seta o lana, con basi di ogni colore, damascati o ricchi di ricami floreali.
Alcuni di questi scialli sono nuovi, spesso riproduzioni di esemplari ottocenteschi realizzate utilizzando i disegni ereditati da nonne e bisnonne. Pochi presentano parti di pezzi antichi, poiché un tempo era usanza seppellire la donna con il suo scialle. Sulla base nera o tabacco prevalgono i motivi floreali, ma talvolta, a seconda della provenienza, appaiono farfalle e uccelli (negli scialli di Oliena ricorre l’uccello del paradiso). Molto più spesso si ritrovano spighe di grano, uva e melograni, a riflettere il paesaggio naturale in cui opera il ricamatore. Tranne i più semplici e privi di ricami, gli scialli sono una vera esplosione di forme e colori.
L’arte della ricamatrice: il caso di Oliena
Realizzare scialli è un’arte artigianale che vede protagoniste le donne di Oliena, le quali, già dall’Ottocento, hanno iniziato a cimentarsi nella creazione di questi capi d’abbigliamento. Dopo aver trascorso intere giornate a lavorare in campagna e a prendersi cura di casa e famiglia, indossavano le vesti di instancabili filatrici, tessitrici e ricamatrici, affinando una tecnica che avrebbero poi tramandato di generazione in generazione.
Di madre in figlia, di nonna in nipote, la storia degli scialli di Oliena si è tramandata negli anni, diventando simbolo e manifesto di una manualità femminile di grande precisione e bellezza. Dare vita a un prodotto del genere non era affatto facile; richiedeva creatività, impegno e una notevole dose di pazienza. Lavorando per ben 7-8 ore al giorno, ogni singolo pezzo necessitava di circa un mese di lavoro per venire alla luce.
Oliena: il cuore della tradizione e dell’innovazione dello scialle
La produzione di Oliena ha saputo reinventarsi nel tempo, rispondendo alle nuove esigenze estetiche pur mantenendo inalterati alcuni punti fermi e prestando la massima attenzione a un risultato finale di qualità. Lo scialle è da sempre parte integrante del costume tradizionale di Oliena, soprattutto nella versione indossata in occasioni speciali e nei giorni di festa, differenziandosi dall’abito di tutti i giorni, detto “de massaia”, che presentava un disegno più sobrio e uniforme.
Centro leader del nuorese nella produzione di scialli in lana fatti a mano e finemente lavorati, Oliena li ha resi molto più di semplici oggetti d’uso quotidiano. Se per molti lo scialle è principalmente funzionale per tenersi caldi in inverno, a Oliena diventa invece espressione artistica tout court.
Tanti materiali per garantire armonia ed eleganza
Per realizzare gli scialli di Oliena si utilizzano materiali, colori e forme sempre diverse, inserzioni di filo dorato o argentato, ricami in sottilissimi fili di seta e decorazioni ispirate ora a una stagione, ora a un’altra. La tradizione vuole che il fondo dello scialle sia nero, come una tavolozza su cui dipingere per dare vita ad autentici capolavori fatti a mano. È su questa base che si gioca con motivi accesi ispirati alla primavera oppure con quelli più tenui e romantici di ispirazione autunnale, aggiungendo pietre, frange, stilizzazioni di fiori, uccelli o spighe di grano. Elementi che conferiscono unicità e carattere a questo morbido fazzoletto di stoffa rettangolare o triangolare, capace di arricchire ogni tipo di abbigliamento quando poggiato sulle spalle.
